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Popolo delle Libertà Varese

Opere pubbliche sbloccate

Ha la memoria corta il leader del Pd che, nelle ultime 48 ore (prima al Sole 24 Ore, poi in un intervento all’Enea), si spende sulla necessità di una “rivoluzione ambientale” e ci racconta che “l’autonomia energetica è indispensabile per la sicurezza e per l’ambiente”. Parole sacrosante, se non fosse che l’arretratezza delle infrastrutture (non soltanto in campo energetico) in questo Paese va ricondotta storicamente alle legislature della sinistra e dei “governi Prodi”, proni ai “no” alla modernizzazione e ostaggi delle politiche del non fare dei Verdi e della costellazione dei partitini comunisti alleati.
In soli cinque mesi la nuova commissione per la Valutazione di impatto ambientale (Via) nominata dal ministro Stefania Prestigiacomo ha sbloccato 78 progetti infrastrutturali dei 109 ereditati dai predecessori, in particolare l’ineffabile Pecoraro Scanio. Nessuna commissione aveva lavorato tanto alacremente e il record precedente, se così si può dire, apparteneva alla seconda commissione Matteoli. Dati e non opinioni, che dimostrano come la travagliata storia delle infrastrutture nel nostro Paese è stata pesantemente condizionata da ripetuti “stop and go”, dove lo “stop” ha sempre avuto il colore dei governi della sinistra dello smemorato Veltroni.
E’ di martedì la notizia del via libera della Sicilia alla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle. Tenuto nei cassetti ministeriali per anni, aveva ricevuto il sì del Via esattamente il giorno prima delle elezioni, l’11 aprile, ultimo e disperato atto di un Pecoraro Scanio ormai travolto dallo scandalo dei rifiuti di Napoli e dalle polemiche sulla paralisi burocratica nella quale aveva impantanato ogni pratica.
L’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, aveva calcolato in 40 miliardi i costi del “non fare” delle sole politiche energetiche del ministro verde e del governo Prodi, in 6 miliardi di euro quelli della mancanza di rigassificatori, in 200 miliardi di euro la tassa dei ritardi burocratici ed ideologici “se si considerassero anche le altre infrastrutture strategiche del Paese”. Cifre ben più consistenti di quelle snocciolate dal leader del Pd quando parla a sproposito di Ici e di Alitalia.
Si potrebbe ricordare poi che la costruzione di Porto Empedocle metterà finalmente fine a uno scandalo che ogni anno costa agli italiani tra i 150 e i 170 milioni di sovrapprezzo sulla bolletta (la cosiddetta “tassa nigeriana”). A causa del blocco (i soliti “signori del no”) dei rigassificatori di Montalto e Monfalcone, il metano di un contratto stipulato con la Nigeria da anni viene dirottato in Francia e da lì torna in Italia. Naturalmente a caro prezzo per le tasche dei cittadini.
Con il governo di centrodestra tutto sta cambiando, dieci progetti di centrali attendono di essere sbloccati e ci sono tutte le condizioni perché ciò avvenga in tempi rapidi. Come sottolinea il ministro Prestigiacomo, la nuova commissione Via sta dando “un segnale importante al Paese e al mondo produttivo, il segnale di un cambiamento di rotta”.
 

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